
Oggi grazie al mio Dio onnipotente riveco il mio 23 esimo complanno grazie a tutti
la vita è come una stoffa ricamata delle quale
ciascuno nella propria metà dell'esistenza
può osservare il diritto,nella
seconda invece il rovescio:
quest'ultimo non è cosi bello,
ma più istruttivo,perchè
ci fa vedere l'intreccio
dei Fili
"Artur Schopenhauer"
La pena d'amore canta, la tristezza della conoscenza parla, la malinconia del desiderio sussurra, l'angoscia della povertà piange. Ma c'è un dolore più profondo dell'amore, più elevato della conoscenza, più forte del desiderio, più amaro della povertà. Non ha voce né timbro;
"C'è fra voi chi cerca la compagnia delle persone loquaci per timore della solitudine. Il silenzio della solitudine svela infatti ai loro occhi la loro nuda essenza, cosa dalla quale rifuggono. E vi sono quelli che parlano, e senza consapevolezza né preveggenza rivelano una verità che sono i primi a non capire. E vi sono coloro che hanno la verità dentro di sé, ma non la esprimono a parole." Non è rompendo la solidutine,bensi approfondendola,che gli esseri diventano capaci di comunicare.
Chiunque noi siamo, e qualunque cosa possediamo il dolore ch’è essenza della vita non si lascia rimuovere” Il dolore non muore mai:cambia dimora,cambia forma,ma è sempre pronto a colpirci:Il fatto che il Silenzio sia spesso di utilità al potere nessuno può negarlo,ma che senza di esso il potere non possa conversarsi,nessuno potrà mai provarlo.
Possiamo dare infinite interpretazioni ad un riflesso confuso nell'acqua.
Ma l'immagine che dà origine a quel riflesso, è soltanto una.

Ho incontrato nella mia vita troppe persone che dietro un’apparente convivialità nascondono il gelo della solitudine, quella solitudine che è vuoto, smarrimento, angoscia; l’angoscia di chi si trova davanti ad un’indifferenza ripetuta, di chi, vivendo tra gli altri, cercando comprensione ha incontrato solo delusione e amarezza. Li ho visti nascondere i propri sentimenti, in un certo senso archiviarli. E forse in tutti noi c’è qualcosa di incomunicabile, di indicibile. Troppo spesso ci si sente come in un labirinto senza via d’uscita, intrappolati in una dimensione di cui non si conosce lo sbocco
E’ in quei momento che ti aspetti una mano tesa verso cui andare, una mente aperta in cui i tuoi pensieri possano trovare dimora.
Ci abituiamo e non ci accorgiamo di costruire gabbie: «Non sempre», dice Laing, «l'uomo ha bisogno di sbarre per costruire gabbie. Le porte della nostra mente sono le più difficili da aprire».